giovedì 12 maggio 2011

La psilocibina riduce il flusso sanguigno e la connettività cerebrale

I consumatori di droghe psichedeliche nel corso dei secoli hanno descritto le loro esperienze come di espansione della mente. Potrebbero essere sorpresi quindi di sapere che la psilocibina – l’ingrediente attivo dei funghi magici – diminuisce il flusso di sangue così come la connettività tra importanti aree del cervello.
Le stesse aree possono essere iperattive nei pazienti che soffrono di depressione, rendendo la droga una potenziale opzione per il trattamento della patologia.
E’ la prima volta che gli effetti della psilocibina vengono misurati con la risonanza magnetica funzionale, ed è il primo esperimento autorizzato nel Regno Unito da decenni con una droga allucinogena su esseri umani.
Robin Carhart-Harris dell’Imperial College di Londra e colleghi hanno reclutato 30 volontari che hanno accettato di assumere psilocibina (iniettata).
In metà dei volontari è stato monitorato il flusso sanguigno durante il trip, negli altri è stata valutata la connettività tra le diverse regioni del cervello.
Un minor flusso sanguigno è stato osservato nelle regioni del cervello note come talamo, corteccia cingolata posteriore e corteccia mediale prefrontale. Non c’è stato aumento in nessuna regione.
Analogamente, una diminuzione della connettività è stata anche osservata tra l’ippocampo e la corteccia cingolata posteriore e la corteccia mediale prefrontale.
La psilocibina sembra quindi interferire nella comunicazione fra l’ippocampo e le regioni corticali. I cambiamenti nel funzionamento della corteccia cingolata posteriore, in particolare, sono associati a cambiamenti nella coscienza.

Nessun commento:

Posta un commento